Un’assemblea molto bella e numerosa quella della sinistra di alternativa di giovedì 15 gennaio. La Sala Verde dell’Auditorium era piena di militanti e compagni delle diverse organizzazioni che hanno promosso la serata. Numerosi i militanti di Rifondazione comunista del nostro circolo, del Rhodense e del Legnanese. Fatto altrettanto positivo: erano presenti molti giovani. Su tutto aleggiava la gioia e la soddisfazione per la riuscita della mobilitazione a sostegno del picchetto Esselunga di Pioltello del 10 dicembre.Dopo una breve introduzione degli organizzatori e la visione del bel documentario, realizzato dalla Sciloria,“Mai più sfruttati”che documenta molto bene la lotta dei lavoratori delle cooperative della logistica Esselunga organizzati dal SiCOBAS, sono cominciati gli interventi, tutti molto interessanti perché ricchi di esperienze concrete, di analisi e di proposte. In tutti gli interventi era presente la consapevolezza che se i padroni – com’è evidente – conducono con efficacia la loro guerra di classe, altrettanto dobbiamo fare noi. Tra i temi toccati: la natura assolutamente politica del governo Monti, nel senso che è la faccia politica dei padroni e della Confindustria, alla durezza dell’attacco dei padroni e del governo bisogna rispondere con lotte il più possibile organizzate e unitarie; la necessità di battersi contro l’articolo 8(su cui ha insistito in particolare un compagno della FIOM di Nerviano); l’idea di premere sui Comuni perché eroghino reddito ai lavoratori precari e disoccupati; la necessità di denunciare e combattere lo sfruttamento dei lavoratori che esercitano molte “cooperative” – anche “rosse”, oltre a quelle legate alla mafia o alla Compagnia delle Opere - ; il nesso tra cancellazione dei diritti dei lavoratori e distruzione del nostro territorio attraverso grandi opere, centri commerciali e urbanizzazione selvaggia; la necessità di comprendere che la crisi e le misure del governo, aggravando le condizioni di tutti, porteranno sempre più persone ad essere disponibili ad una lotta che noi dobbiamo riuscire a organizzare. Molti hanno anche ribadito che bisogna mettere in campo un vero partito comunista che, come un tempo avveniva, sia di riferimento costante per l’iniziativa dei lavoratori, mentre alcuni vedono questo partito in Rifondazione comunista (con tutti i suoi limiti), altri ritengono che sia invece tutto da costruire. Infine, accogliendo la proposta che ha fatto inizialmente un giovane compagno della Sciloria ed è stata poi ripresa da molti altri, gli organizzatori della serata si sono impegnati a proporre dopo le feste un nuovo incontro. Esso avrà l’obiettivo di costruire assieme un Coordinamento che ci riunisca in modo permanente nelle iniziative concrete di difesa dei lavoratori, a partire dalla vertenza Esselunga e dalla lotta contro il governo Monti.(s.c.)









L’inizio dei festeggiamenti sui 150 anni dell’unità d’Italia, sono stati caratterizzati da una polemica politica innescata dalla Lega Nord. Il dibattito verteva sulla positività o meno dell’unificazione dell’Italia e sull’opportunità dei festeggiamenti medesimi. Questo episodio si presta ad una riflessione più ampia sul rapporto tra storia e politica nella formazione dell’immaginario collettivo; rapporto a mio parere strettissimo, denso di significati che vanno al di la della contingenza. Per certi versi si potrebbe dire che il rapporto con la storia del paese parla delle prospettive strategiche delle diverse forze politiche e culturali molto più di quanto non avvenga attraverso le proposte politiche avanzate quotidianamente. Non a caso la storia d’Italia è teatro di scorribande revisioniste che riscrivono e stravolgono la storia del paese. E’ come se nelle posizioni politiche presenti in Italia da parte della destra, vi fosse una “eccedenza”, un “non detto”, che non viene direttamente esplicitato, ma che viene espresso in modo allusivo attraverso la riscrittura della storia del paese. Riscrittura della storia che ovviamente serve a modificare il paese o meglio, a costruire le giustificazioni storiche di una sua modifica.